domenica 7 agosto 2016

Seconda tappa Asti - Berlino

Carugo - Borgonovo  (Chiavenna) - km 102
Iniziamo la giornata facendo ancora quattro chiacchiere con la gentilissima signora che ci ha ospitato offrendoci anche una magnifica cena in compagnia, una di quelle serate che non si dimenticano e che capitano solo durante i viaggi.
Anche oggi apprezziamo la crescente attenzione alla ciclabilità in Lombardia - che ci salva dal trafficatissimo stradone che porta al lago di Como. Solo per qualche tratto dobbiamo affrontare  il traffico del lungolago, tra la folla di una domenica di agosto che deturpa un paesaggio stupendo, ma anche qui i cartelli denunciano un'attenzione ai ciclisti decisamente diversa rispetto alla nostra regione. Man mano che si va verso nord il traffico si dirada, e sono sempre più lunghi i tratti di pista ciclabile vicino al lago - così vicino da esserne invasa per un breve tratto, che fa bagnare i piedi a tutti i ciclisti di passaggio. Su queste stradine verdi e lontano dal caos, tra parchi, lungolago e gente che si gode la natura,  potremmo pensare di essere già in Svizzera. La nostra tapoa termina poco sopra Chiavenna ai piedi delle cascate dell'Acquafraggia, la cui musica riempie tutta l'aria intorno a noi.

sabato 6 agosto 2016

Prima tappa Asti - Berlino

Asti - Carugo, km 154
Ore 6.30, usciamo dal cortile di casa in bici. A Castell'Alfero ci aspetta il nostro amico Matteo Bonfanti, che ci regala la sua compagnia per il primo tratto della nostra avventura. Per la prima volta attraversiamo il Monferrato da cicloviaggiatori, con l'occhio verso un orizzonte più lontano e il cuore pieno dell'emozione di percorrere strade ricche di ricordi più o meno antichi.
A Ozzano salutiamo Matteo; dopo Casale lasciamo la strada statale per imboccare una serie di stradine perse tra le risaie. Il monte Rosa domina il paesaggio in questa giornata dalla luce tersa e colorata. Per la prima volta sentiamo l'odore del riso maturo tra i campi - uno dei piccoli grandi premi del viaggiare lento. Attraversiamo minuscoli paesi tra le province di Pavia e Novara, sorpresi dalla bellezza inaspettata di un paesaggio troppo spesso liquidato come piatto e poco interessante, tra chiuse, canali centinaia di uccelli acquatici.
Pedaliamo ai confini del parco del Ticino, in una zona dove la ciclabilità è avanti anni luce rispetto ad altre parti del nostro paese. Anche accanto all'autostrada e alla linea dell'alta velocità corre la pista ciclabile della Regione Lombardia, in mezzo al verde e comunque sufficientemente protetta da rumore e inquinamento. Ultimi chilometri ancora dentro un parco naturale fino a raggiungere la nostra meta per questa sera, il Bed and Breakfast "la ca' del Bagatel" a Carugo, non lontano da Como, dove siamo accolti come a casa.

venerdì 29 luglio 2016

E si riparte

I mesi passano veloci ed è un'altra volta ora di partire. Lasciare le scatole in cui è  rinchiusa la nostra quotidianità, salire in bici e andare. E questa volta nessun mezzo a motore ci porterà al punto di partenza. Usciremo da casa nostra in bici e circa due settimane dopo arriveremo davanti alla porta di Brandeburgo a Berlino, nello stesso punto da cui, quattro anni fa, siamo partiti sempre in bici alla volta di Copenhagen.
Un giorno se potremo torneremo invece a Copenaghen per completare una lunga linea da casa nostra fino a Caponord.
Partiremo da Asti all'alba di sabato 6 agosto, costeggeremo il lago di Como sulla sponda est e poi attraverseremo l'Engadina, scalando il passo Maloja nei pressi di St. Moritz. Attraverso un pezzo di territorio austriaco arriveremo a Füssen e pedaleremo lungo la Romantische Straße fino ad Augsburg, per poi passare per Norimberga, Lipsia e Potsdam, e goderci infine un meritato week-end di riposo a Berlino.
Nei prossimi giorni pubblicheremo la nostra tabella di marcia. Se qualche amico avesse piacere di accompagnarci per un pezzo di strada o di salutarci da qualche parte lungo il cammino ne saremo felici.



lunedì 28 marzo 2016

Tenerife

Dopo molti anni di vita insieme e di esperienze condivise abbiamo deciso che era ora di dare alla nostra vita un sigillo ancora più forte. Il 12 marzo ci siamo sposati, senza feste, una giornata intima e tranquilla come avevamo sempre voluto. E poi siamo volati a Tenerife, per una settimana di tranquillità, natura e sport.
Abbiamo scelto come base per il nostro soggiorno El Médano, villaggio sulla costa sud-orientale, non troppo invaso dalla speculazione edilizia che purtroppo ha rovinato molte delle zone costiere di quest'isola per il resto stupenda, come natura e come clima. Qui puoi svegliarti e addormentarti con il rumore del mare, non disturbato da altri suoni, vedere i colori dell'alba e del tramonto, da una parte l'oceano, dall'altra le montagne, passeggiare per ore tra la spiaggia e le scogliere, osservando le creature lasciate e riprese dalla marea: conchiglie, piccoli pesci, persino qualche caravella portoghese. E naturalmente fare il bagno nelle acque limpide e fresche dell'Oceano, in mezzo ai mille colori dei windsurf e dei kitesurf che affollano la baia.
Uscendo in bicicletta dal paese, la strada si inerpica subito dritta e decisa verso le montagne. Purtroppo il traffico sulla costa è piuttosto fastidioso, sorprendente per un'isola, anche se c'è mediamente un buon rispetto per i ciclisti, richiamato da cartelli che invitano alla prudenza - attenzione che abbiamo trovato su alcune strade francesi, mai purtroppo su quelle italiane. Ma appena lasciata la costa, salendo verso l'entroterra, tutto il traffico e il caos turistico finiscono quasi di colpo e il mondo sembra cambiare. Ti ritrovi a pedalare tra piccoli villaggi di contadini, con casette basse, una chiesetta, orti, il bar del paese con un vecchio bancone di legno. La strada si snoda stretta tra il mare e le montagne, attraverso scoscesi barrancos popolati da ogni tipo di vegetazione. E sopra c'è lui, il Teide, 3700 metri di vulcano. Qui puoi pedalare partendo dal mare e salire verso la montagna, per chilometri, finché le gambe vanno, vedendo il paesaggio cambiare poco per volta, dalla siccità semidesertica della costa alle colline coperte di piante grasse e fiori, che poco per volta lasciano il posto ai pini e a un ambiente che si fa via via più alpino. E qui incontrare il bellissimo villaggio di Vilaflor, ai piedi del Parco Nazionale del Teide.
Uno degli ultimi giorni abbiamo deciso di abbandonare la bicicletta per un'escursione a piedi vicino al vulcano, guidati dalla signora Petra, una simpaticissima tedesca che, come tanti, ha scelto di vivere e lavorare in uno dei climi più belli del mondo. Lassù, tra impressionanti formazioni laviche e residui di neve, si cammina sul bordo dell'antica caldera, sopra il mare di nuvole che copre la costa nord - là sotto, in fondo, c'è sempre l'oceano, e all'orizzonte si intravede il profilo di un'altra isola. Vicino a noi la cima innevata del vulcano, la montagna più alta della nazione spagnola.
Tra giri in bici ed escursioni a piedi, un giorno abbiamo invece deciso di fare una pausa e dedicarlo a visitare La Laguna, la vecchia capitale dell'isola, con il suo meraviglioso centro storico: i vecchi palazzi coloniali del sedicesimo secolo, la cattedrale e il Cristo della Laguna, uno dei monumenti religiosi più importanti dell'isola. E poi il mercato, variopinto e vivace, con banchi stracarichi di frutta, verdura, e tutti i possibili pesci dell'Oceano.
Per questo viaggio avevamo deciso di non portare le nostre biciclette ma di affittarle sul posto. E qui vorremmo spendere una parola per ringraziare i ragazzi del Bike Point di El Médano, che ci hanno fornito due biciclette perfettamente sistemate secondo le misure comunicate via mail, registrate e calibrate in maniera ineccepibile, che ci hanno reso agevole affrontare le dure salite dell'isola, come se fossimo stati sulle nostre bici, se non addirittura meglio. Abbiamo trovato una cortesia e una professionalità veramente di altissimo livello, e ci sentiremmo di consigliare questa soluzione a tutti, anche a chi avesse pretese di prestazioni più alte di un semplice giro turistico.

Vorrei però concludere con un pensiero affettuoso alla cara amica e collega Marina, che purtroppo ci ha lasciati troppo presto, proprio durante il nostro viaggio. Il ricordo di questi giorni sarà sempre legato anche a lei.