sabato 15 agosto 2026

7 tappa Asti-Parigi

Oggi partenza all'alba per cercare di avere almeno qualche ora di fresco - o almeno non troppo caldo. Prima parte abbastanza mossa, bei saliscendi su stradine di campagna, paesaggio molto agricolo, tanti allevamenti di mucche e pecore. Poi si torna sui canali, seguendo l'Eurovelo 6 e passando per Decise, città isola tra la Loira e i suoi canali, con un bel centro medievale e un porticciolo all'incrocio dei canali. Da qui si continua sempre sull'acqua, uscendo ogni tanto a vedere qualche cappella romanica disseminata tra i pochi villaggi. Ci sono tanti tratti all'ombra, per fortuna, perché anche oggi il caldo è tanto. Arrivati a Nevers, dopo 85 chilometri e poco dislivello (per fortuna tutto concentrato nelle prime ore del mattino), ci aspetta un'irrinunciabile visita alla città: il palazzo Ducale, considerato il primo dei castello della Loira; la cattedrale, singolare per la sua struttura a due absidi senza facciata, uno romanico e uno gotico, abbellito da vetrate che creano particolari giochi di luci e colori; il centro medievale e, infine, il santuario dove è custodito il corpo pressoché intatto di Bernadette di Lourdes. 

venerdì 14 agosto 2026

6 tappa Asti-Parigi

Finalmente sulla Loira - piste ciclabili e voies vertes, niente traffico, solo natura: verde, acqua,  mucche. Da Roanne per un lungo tratto si segue la via detta la Véloire, lungo un canale della Loira. Il canale è regolato da una serie di chiuse, e nel paese di Digoin passa sopra il fiume attraverso un ponte-canale. La voie verte sfiora solo alcuni piccoli villaggi che sembrano quasi disabitati, disseminati di chiesette di pietra rosa molto tipiche di questa zona. 
Fa caldo, molto caldo, per fortuna molti tratti di strada sono alberati e all'ombra. Una fontana neanche a pagarla... tocca fermarsi nell'unico alimentari nel giro di (tanti) chilometri e comprare acqua per riempire le borracce. Per fortuna l'abbiamo trovato. 
Dopo una tappa tranquilla, praticamente senza salite, non poteva mancare lo strappo finale per vedere il minuscolo centro medievale di Bourbon-Lancy, arroccato su una collina. Km poco più di 90, salite pochissime, caldo troppo

giovedì 13 agosto 2026

5 tappa Asti-Parigi

    Oggi si cambia ambiente. Il traffico è finalmente lontano, si pedala nelle zone del Beaujoulais, su strade secondarie, in mezzo alla campagna francese, quella che è davvero campagna, dove incontri solo mucche e qualche paese che non è un paese, ma un gruppo di quattro case dove non sai se vive qualcuno. Per andare verso la Loira dobbiamo attraversare una zona collinare con un bellissimo bosco di conifere,  che ci dà per qualche istante l'illusione di un po' di fresco in questa giornata torrida. Cima Coppi di giornata, il Col du Pillon: salita lunga ma molto tranquilla e graduale, per fortuna senza traffico e immersa tra gli alberi,  che ci regalano anche un po' di ombra. Purtroppo il caldo è infernale. Arriviamo a Roanne, finalmente sulla Loira. Cittadina un po' anonima e sconosciuta,  che nasconde però qualche gioiello come la chiesa di Saint-Etienne, che ospita un organo proveniente da Notre Dame di Parigi, i resti di un antico castello, accanto a un murale trompe l'œil simile a quelli che si vedono a Lione, e una cappella votiva del '600 eretta dai marinai per allontanare la peste. 

mercoledì 12 agosto 2026

Lione-Lione

Oggi sosta a Lione per una veloce visita alla città. A piedi fino alla basilica di Notre Dame de la Fourvière, che domina dall'alto la città - affascinante con i suoi mosaici neobizantini che raccontano alcuni episodi salienti della cristianità in Francia, bellissima la vista sulla città con il suo mare di comignoli. 
Poi, è bello perdersi tra le altissime case della città vecchia, scovare i celebri traboules, passaggi tra una casa e l'altra nascosti dietro portoni privati. 
Rue de la Juiverie: la via dell'antico ghetto, con i suoi animali fantastici e misteriosi sulle facciate delle case. 
La cattedrale di Saint-Jean, con il suo orologio astronomico risalente al XIV secolo, che a determinate ore suona nientemeno che l'inno a san Giovanni di Guido d'Arezzo, dalle cui sillabe iniziali di ogni verso ebbero origine i nomi delle note musicali. 
Nonostante il caldo quasi insopportabile riusciamo ancora a vedere la parte della città chiusa tra il Rodano e la Saona: l'antico quartiere dei setaioli, la place des Jacobins, l'Hôtel de ville e l'enorme place Bellecourt. E l'affresco dei Lionesi, un impressionante trompe-l'œil da cui si affacciano alcuni lionesi celebri, di nascita o di adozione, che hanno fatto la storia: da Saint-Exupéry a Ampère dai fratelli Lumière allo chef Paul Bocuse.
Cena in un bouchon lionese per finire la giornata... e domani si riparte.