mercoledì 12 agosto 2026

Lione-Lione

Oggi sosta a Lione per una veloce visita alla città. A piedi fino alla basilica di Notre Dame de la Fourvière, che domina dall'alto la città - affascinante con i suoi mosaici neobizantini che raccontano alcuni episodi salienti della cristianità in Francia, bellissima la vista sulla città con il suo mare di comignoli. 
Poi, è bello perdersi tra le altissime case della città vecchia, scovare i celebri traboules, passaggi tra una casa e l'altra nascosti dietro portoni privati. 
Rue de la Juiverie: la via dell'antico ghetto, con i suoi animali fantastici e misteriosi sulle facciate delle case. 
La cattedrale di Saint-Jean, con il suo orologio astronomico risalente al XIV secolo, che a determinate ore suona nientemeno che l'inno a san Giovanni di Guido d'Arezzo, dalle cui sillabe iniziali di ogni verso ebbero origine i nomi delle note musicali. 
Nonostante il caldo quasi insopportabile riusciamo ancora a vedere la parte della città chiusa tra il Rodano e la Saona: l'antico quartiere dei setaioli, la place des Jacobins, l'Hôtel de ville e l'enorme place Bellecourt. E l'affresco dei Lionesi, un impressionante trompe-l'œil da cui si affacciano alcuni lionesi celebri, di nascita o di adozione, che hanno fatto la storia: da Saint-Exupéry a Ampère dai fratelli Lumière allo chef Paul Bocuse.
Cena in un bouchon lionese per finire la giornata... e domani si riparte.

martedì 11 agosto 2026

4 tappa Asti-Parigi

Oggi lasciamo Grenoble - tappa di trasferimento per raggiungere Lione. Purtroppo è toccato passare anche su qualche strada decisamente troppo trafficata, non sempre ci sono alternative. Per fortuna, anche tanti bei tratti tra le colline - con tanti saliscendi, ma lontani dal traffico, attraverso villaggi dimenticati che trovi solo nella campagna francese; un tratto di voie verte lungo un corso d'acqua e sotto gli alberi, e poi pian piano arrivano i comuni della cintura di Lione. Un lungo rettilineo dove pedaliamo in una corsia condivisa con bus e taxi, e poi ecco arrivare i palazzi di Lione, la basilica della Fuorvière sulla collina, i ponti sul Rodano e sulla Saona. 
Domani sarà una meritata pausa per visitare la città, di cui abbiamo avuto un primo assaggio stasera - culturale ma anche gastronomico

lunedì 10 agosto 2026

3 tappa Asti-Parigi

Oggi partenza in salita fino al colle del Lautaret. A 2000 metri finalmente ci ricordiamo che a volte, anche se sembra impossibile, si può avere quasi freddo. La discesa è una lunghissima meraviglia in mezzo alle montagne, panoramica, grandiosa, rilassante nonostante il traffico, purtroppo sempre abbastanza intenso - ma qui la convivenza tra utenti della strada è civile e rispettosa. Una corsia ciclabile c'è quasi sempre, anche sulle grosse strade statali, e nessun automobilista si sognerebbe mai di invaderla o di sorpassare se manca spazio. Scendendo verso valle, costeggiamo il corso dell'Isère attraverso una stretta gola prima di raggiungere la valle, poi per un tratto ci troviamo su una voie verte che costeggia il fiume, solo tra ciclisti e pedoni. Man mano che si scende, il fresco della mattina diventa un ricordo, e l'aria calda ci viene incontro senza pietà. Prima una pista ciclabile,  poi un lunghissimo viale, almeno una decina di chilometri, ci portano dentro Grenoble. Un viale come quelli di Torino. Solo che qui uno dei controviali è vélorue, via riservata alle biciclette. In auto possono passare i residenti per accedere agli edifici, solo nella loro zona, con il limite dei 20 km all'ora e il divieto di sorpassare le bici. Meglio non aggiungere altro.

domenica 9 agosto 2026

2 tappa Asti-Parigi

Oggi una sola parola: salita. Da Susa subito cattiva fino a Gravere e Chiomonte, poi a tratti alternati con momenti relativamente più tranquilli - ma sempre salita. Salbertand, Oulx, Cesana. Da qui parte ufficialmente la scalata al Monginevro, purtroppo con tanto traffico, ma per fortuna c'è la strada a valle della galleria di Cesana, un vecchia strada con gallerie paravalanghe, chiusa al traffico e riservata a pedoni e ciclisti. Le pendenze sono impegnative fino a Claviere, poi si inizia a rifiatare. Ecco la vecchia dogana francese. Ci siamo... all'obelisco c'è la collega Elena che ci aspetta con famiglia e amici. Dopo una breve sosta finalmente si scende, fino a Briançon, poi di nuovo leggera salita fino a Le Monetier. Ce l'abbiamo fatta. Fatica: tanta. Traffico: troppo. Ma ne vale la pena, sempre