domenica 23 agosto 2026

Asti-Parigi: bilancio semiserio di un viaggio in bicicletta

 Asti-Parigi: bilancio semiserio di un viaggio in bicicletta



Siamo a casa. Quindi il pensiero magico permette di fare un bilancio. Mai farlo prima, anche se manca solo un chilometro. Murphy è sempre in agguato.

Tappe: 11 + un giorno di sosta a Lione. 

Km totali: 1033. 

Dislivello: 6500m, concentrati nei primi giorni. Da qualsiasi parte la prendi, per uscire dall’Italia o c’è il mare, o ci sono le montagne. 

Forature: nessuna. Guasti meccanici: nessuno. Cadute fantozziane: nessuna. 

Emissioni di Co2: il sudore vale? 

Intoppi particolari: nessuno. Il marchio Accueil Vélo è una garanzia, e tutti gli hotel hanno posti sicuri per le biciclette. 

La tappa più lunga: la prima, Asti-Susa, 120 km attraverso la bollente piana torinese, allietata in partenza dagli amici che ci hanno accompagnati, poi da un piatto di pasta in un’osteria con vista sulla Sacra di San Michele. 

La tappa più breve: Orléans-Chartres, 78 km, studiata per passare il pomeriggio in una delle cattedrali più belle e famose del mondo. 

La tappa più difficile: Susa-Le Monetier - la val di Susa e il Monginevro, praticamente un’unica, enorme salita, tranne la discesa finale. Qui Gigi per un attimo si è sentito parafrasare Ron Weasley nella tana di Aragog: “Che brutta idea! Che brutta idea” … gli amici potterhead la stanno leggendo esattamente con lo stesso tono del film. 

La tappa più brutta: il traffico tra Grenoble e Lione. 

La tappa più bella: qui si fa difficile. Tutte tranne la precedente. Forse quelle sulla Loira? 

L’impresa più estrema, oltre a scalare il Monginevro e sopravvivere nel traffico tra Grenoble e Lione: salire e scendere dal TGV con le sacche delle biciclette, con il rischio di sembrare Argus Gazza/Filch quando si muove per Hogwards brandendo la scala e rischiando di fare una strage. 

Alcuni highlights imperdibili, oltre ovviamente a Parigi: le vecchia Lione con i traboules, le cattedrali di Orléans e Chartres, il palazzo ducale di Nevers, il ponte canale di Briare.

Parigi, oltre a essere Parigi, e questo già basterebbe, è diventata una città ciclabile quasi come Amsterdam, Copenhagen e Berlino. Non solo le bici sono dappertutto, ma anche i runner. Corrono sulla Senna, ma anche per le strade. E fanno le ripetute in salita a Montmartre. 

Solo tre note negative in mezzo a tanta bellezza (bellezza che è superfluo ricordare):

  • La “palla” delle Olimpiadi 2024 è impressionante, ma chiude la vista e interrompe la continuità secolare tra il Louvre, l’Obelisco e l’Arco di Trionfo, a cui si è aggiunto in tempi più recenti l’arco della Défense.

  • La Tour Eiffel è circondata da una barriera di sicurezza e non puoi più camminarci sotto come una volta, a meno di avere il biglietto per la salita.

  • Code infinite dappertutto: a Notre Dame ci è andata bene al secondo colpo, tornando al mattino presto. Nessuna speranza per i musei, se non prenoti almeno 15 giorni prima. 


Tre cose che avrei subito raccontato alla mia mamma: 

  • la cattedrale di Chartres;

  • capitare nelle vie immortalate dalle sue poesie: Rue de la Juiverie a Lione, Rue Lepic a Montmartre;

  • imbattersi per caso nel cartello stradale per Illiers-Combray, andare sulle tracce di Proust nei giardini degli Champs-Élysées, cercare la sua tomba al Père Lachaise.


Tre cose che avrei subito raccontato al mio papà:

  • la natura, i canali, le chiuse e il ponte-canale di Briare, 600 metri di acqua sull’acqua, sulle cui rive puoi passeggiare, correre, pedalare;

  • camminare a piedi per tutta Parigi, facendo 30 km al giorno;

  • le “piscine” nella Senna dove la gente fa il bagno: ci avrebbe nuotato anche lui? 


Il podio della mousse au chocolat nella classifica stilata da Gigi: primo premio al ristorante “L’Hydropathe” di Briare, secondo e terzo posto ai ristoranti di Orléans e Le Monetier.

Miglior ristorante: qui si fa difficile. Forse i bouchons di Lione, anche se il caldo ha un po’ guastato l’esperienza. D’altronde Lione è una delle capitali mondiali della gastronomia. 

Miglior vino: il Bordeaux invecchiato 10 anni di Mémère Louise, un magnifico quanto tranquillo bistrot parigino premiato per la cucina regionale, in cui l’unico “bianco” è un ragazzino al primo giorno di lavoro, e lo chef, il maître e il cameriere sono più francesi dei francesi, con buona pace dei vannacci di turno. 


Poi ci sono gli incontri, quelli che ti capitano solo nei viaggi in bicicletta:

  • i pellegrini sotto la Sacra di San Michele;

  • una ciclista sul Monginevro che la sera prima ha visto il video su Tik Tok e ci ha riconosciuti;

  • un anziano signore del posto in e-bike, tra i paesi sperduti sui canali della Loira, che ci accompagna un pezzo raccontando che 10 anni fa è andato a Roma a piedi. 


Altri ricordi devono sedimentare. Per ora rimane la soddisfazione di avercela fatta, senza usare altri mezzi che la bicicletta, e di aver rifatto questa esperienza che apre uno squarcio nel Tempo e lo dilata, perché si vive ogni secondo: come direbbe Proust, applichiamo al Tempo misure più brevi, contando i secondi e non i secoli. 

 




mercoledì 19 agosto 2026

11 tappa Asti-Parigi arrivo!

È fatta, siamo a Parigi. Dopo un ultimo saluto alla cattedrale di Chartres ci addentriamo in una rete di sentieri e percorsi ciclabili in mezzo a parchi e boschi, ogni tanto su qualche strada secondaria. Sfioriamo il castello di Rambouillet, poi ci tocca qualche tratto con traffico fastidioso, per fortuna non troppo lungo. Il nostro percorso passa a fianco della reggia di Versailles, prima di iniziare il lungo avvicinamento a Parigi attraverso il Périferique. Siamo ancora distanti, quando all'orizzonte già si vede la Tour Eiffel. Arriva la Senna. E qui sono biciclette dappertutto. Un tunnel solo ciclopedonale ci porta direttamente a Paris plages, sugli argini attrezzati come spiagge, dove spruzzano fontane di acqua fresca. Finalmente siamo sotto la Tour Eiffel. E poi sugli Champs Elysées, quasi senza rendercene conto, fino a Place de la Concorde. Pare di essere usciti di casa ieri, ma sono passati 12 giorni - 11 tappe e un giorno a Lione - e 1033 km. E le emozioni di viaggi come questo: quelle non passano.

martedì 18 agosto 2026

10 tappa Asti-Parigi

Stamattina si sta bene, la temperatura è scesa e ci aspetta un tappa tranquilla. Si pedala in completo relax su stradine di campagna a bassissima intensità di traffico. Oggi è una distesa a perdita d'occhio di campi già mietuti, pronti per la prossima semina. C'è anche della lavanda, purtroppo ovviamente già raccolta. La porta dell'atlantico si è spalancata e soffia un vento deciso, quasi sempre contrario - si fatica un po', ma la temperatura è gradevole e dopo il caldo dei giorni scorsi non ci sembra vero. Ogni tanto i campi sono interrotti da minuscoli agglomerati di case e qualche chiesetta altrettanto minuscola.
Nomi di paesi sui cartelli. Sconosciuti. Ma in mezzo si nasconde un'indicazuone per Illiers-Combray. Proust l'ha reso talmente famoso che gli hanno dato il nome da lui inventato. Peccato che non è sulla nostra strada. 
 L'orizzonte è amplissimo e l'occhio spazia lontano. A 10 km da Chartres, laggiù si vede già la cattedrale. Quella dove sono stati incoronati tanti re di Francia. Imponente, meravigliosa, con le vetrate meglio conservate e più antiche di Francia. Per fortuna siamo arrivati presto e c'è tutto il tempo di visitarla con calma, e poi di girare per le piazze e le vie di questa cittadina antica e ricca di storia. 
Oggi solo 77 km ma un'emozione profonda. Domani Parigi, se tutto va bene. 

lunedì 17 agosto 2026

9 tappa Asti-Parigi

Stamattina presto un po' di pioggia ha di nuovo rinfrescato, partiamo che ha smesso da poco, le strade sono bagnate, la temperatura gradevole. Usciamo da Briare percorrendo l'impressionante ponte canale, acqua su acqua, 600 metri di meraviglia architettonica. Da qui, iniziano a vedersi i primi castelli, anche se non quelli più famosi. Sully sur Loire, castello del XIV secolo all'interno di un bellissimo parco. Poi sosta a Saint-Benôit sur Loire, con l'abbazia benedettina che ospita le spoglie di San Benedetto da Norcia. Si prosegue passando per Gien, altra bella cittadina antica sulle rive della Loira. Ogni tanto si cambia riva passando sul fiume, attraverso ponti molto scenografici - alcuni esclusivamente ciclopedonali. 
Oggi c'è pochissimo dislivello, ma la porta dell'atlantico si è aperta... e il vento arriva, bello allegro e ovviamente contrario. Quindi fatica se ne fa abbastanza, ma è ripagata dalla bellezza tranquilla del paesaggio fluviale, allietato da migliaia di uccelli acquatici e migratori. Da qualche parte, a nord, il caldo è già finito e le oche selvatiche iniziano il loro volo verso sud, disegnando coreografie nell'aria.
A Orléans arriviamo dopo ca. 90 km attraversando un ampio e lungo parco in mezzo al fiume. 
La città merita una visita: imperdibile la cattedrale gotica, tra le più grandi della Francia, con le vetrate che raccontano la storia di Giovanna d'Arco. Poi la place du Martroi, con la statua di Giovanna d'Arco, il rinascimentale Hotel Groslot e i bellissimi palazzi di Rue de la République. 

domenica 16 agosto 2026

8 tappa Asti-Parigi

Oggi si parte con un po' di pioggia e l'aria quasi fresca. Non ci sembra vero. Ci godiamo le gocce che rinfrescano la pelle mentre attraversiamo campi e fattorie, tra cavalli, mucche e pecore, per poi immetterci sulla Loire à vélo, la ciclabile della Loira che segue per lunghi tratti dei canali laterali, diventando a un tratto poco più di una traccia sospesa tra due corsi d'acqua. Merita una sosta la città medievale La Charité sur Loire, patrimonio dell'UNESCO, con il priorato cluniacense dell'XI secolo. La tappa - 95 km, pochissimo dislivello - termina a Briare, antica cittadina costruita su un canale del XVII secolo, il più antico della Francia. Chiuse e ponticelli costellati di fiori disegnano il paesaggio; impressionante il ponte dove il canale passa sopra la Loira - un corso d'acqua aereo sospeso su un altro - costruito dalla ditta Eiffel a fine '800.