giovedì 13 agosto 2015

Viaggio in Svizzera - tappa 4: Merlischachen-Flaach am Rhein

Un'altra giornata di caldo torrido ha accompagnato la quarta tappa del nostro viaggio. Abbandonato il lago dei Quattro Cantoni, ci dirigiamo verso Zurigo seguendo la capillare rete ciclabile di questo paese, tra fattorie e boschi, scoprendo angoli della Svizzera rurale dell'immaginario collettivo anche alle porte di una delle capitali mondiali della finanza, dalla quale si può entrare e uscire senza mai deviare da percorsi ciclabili segnalati. Un'occhiata al centro storico e al duomo e si riparte, salendo e scendendo tra colline non sempre clementi per le gambe. Il traffico si dirada sempre più e un'ultima salita ci porta a vedere il Reno dall'alto, prima di scendere verso il campeggio, proprio sulla riva. Ora, dopo il caldo della giornata, ci godiamo sotto la tenda il rumore di un temporale improvviso.




mercoledì 12 agosto 2015

Viaggio in Svizzera - tappa 3: Altdorf-Merlischachen

Un breve tratto di strada ci separa dal lago dei Quattro Cantoni, che costeggiamo in un primo tratto, verso Brunnen, su una pista ciclabile mozzafiato a picco sul lago, tra gallerie scavate nella roccia e riservate a ciclisti e pedoni, quasi sempre separate dal traffico automobilistico. Un breve tratto in traghetto ci porta sull'altra sponda, dove riprendiamo a pedalare in direzione di Lucerna. Qui siamo accolti da grupponi di turisti giapponesi che affollano il celeberrimo ponte di legno quattrocentesco - ricostruito dopo l'incendio del 1993. Oggi la giornata è riposante, dopo i due giorni di passi alpini, anche se non mancano alcuni strappi di salita, faticosi a causa del caldo, che oggi non perdona. La giornata non poteva finire meglio: una cena con gli amici Isabel e Jörg, che rivediamo dopondue anni, allietata dal suono degli Alphörner, mentre il sole tramonta sul lago.






martedì 11 agosto 2015

Viaggio in Svizzera - tappa 2: Disentis-Altdorf

Seconda giornata di passi alpini con l'emozionante salita all'Oberalppass, una serie infinita di tornanti incredibilmente aerei che ci hanno portati a quota 2046, alle origini del padre Reno, le cui sorgenti sono celebrate dal faro gemello di quello della sua foce a Rotterdam. Con una discesa altrettanto intensa ed emozionante, lunghissima e a picco tra gole scoscese abbandoniamo temporaneamente le Alpi per dirigerci verso i laghi. Questa sera tappa ad Altdorf, la città natale di Guglielmo Tell, nel cuore della zona dove nel tredicesimo secolo nacque la Confederazione Elvetica.









lunedì 10 agosto 2015

Viaggio in Svizzera, tappa 1: Biasca- Disentis





Da Biasca di buon'ora è partita la nostra avventura elvetica, subito con una tappa di montagna: la scalata al passo del Lucomagno, che si trova a quota 1920.  Una scalata di per sé non molto impegnativa, ma alquanto faticosa dato il carico delle bici. Ora ci rilassiamo nel campeggio di Disentis sotto una pioggerellina serale.

sabato 8 agosto 2015

Lentamente partiamo

Dopo l'avventura di Roma, è arrivato il momento di abbandonare la velocità, riprendere le bici da viaggio e caricarle con le borse che per un po' di giorni conterranno la nostra casa e la nostra vita. È arrivato il momento di ridare spazio a ritmi naturali, alla lentezza che ti fa viaggiare alla velocità dei sogni. E non occorre andare tanto lontano. Quest'anno le nostre gambe ci porteranno in Svizzera, attraversando le Alpi vicino alle sorgenti del Reno per esplorare i cantoni più antichi, quelli dove oltre settecento anni fa è nata la Confederazione in seguito al gesto leggendario di Guglielmo Tell. Dalle Alpi ai laghi attraverso le cascate del Reno, sarà come sempre un'immersione nella natura ma anche nel cuore della storia e della cultura dell'Europa medievale, con alcuni dei monasteri più antichi e importanti, come quello di San Gallo. 
Seguiteci nei prossimi giorni, vi racconteremo come sempre le tappe del viaggio. 

lunedì 27 luglio 2015

Un paese sospeso tra mare e montagne

Ore 6.00. Il mare è ancora silenzioso e si riempie, come il cielo sopra di lui, dei riflessi dorati del sole che sorge. Poco per volta, pedalando lungo la costa verso est, vedi il giorno colorare di sé l'azzurro.
Ore 10. Dopo una lunga salita in cui vedi  il paesaggio passare dagli uliveti ai boschi, e infine ai prati, l'aria si è fatta fresca e sottile, attorno a te mucche al pascolo, la vista aperta sulle valli sotto di te, e laggiù in fondo scorgi o intuisci sempre il mare.
Ore 13. Il mare che da stamattina ti ha accompagnato da lontano ora è qui tutto attorno a te. Lo vivi, lo respiri. Basta allontanarsi di poco dalla folla della spiaggia, e lui ti rivela i suoi tesori. Foreste di poseidonia ondeggiante, scogli colorati, stelle marine e pesci di ogni colore e dimensione. Come una piccola barriera corallina di casa nostra. Puoi starci ore. Le spiagge sono a pochi metri ma non le senti più. 
A volte non è necessario cercare paradisi dall'altra parte del mondo. Vicino a noi esiste un posto così, dove in poche ore puoi passare da solitari pascoli di montagna alle sorprese di un mare che nel suo piccolo ha tanto da offrire.
Si chiama Liguria. E per noi in particolare, Imperia e i suoi dintorni.











martedì 7 luglio 2015

Da Asti a Roma

Borse, tenda, provviste, bagaglio calcolato per avere tutto il necessario con il minimo peso...  andare avanti pronti a dormire dove capita, e soprattutto la misteriosa e primordiale solitudine in mezzo agli elementi, noi con tutta la nostra casa su una bici. Per noi abituati a questo modo di viaggiare, Roma è stata un'esperienza nuova e diversa, ma certo non meno intensa. Bicicletta leggera, furgone di appoggio, tappe e pernottamenti pianificati... può sembrare più facile ma non lo è, perché ogni viaggio è diverso, ha la sua storia e le sue sfide, ti lascia più ricco di uno scrigno di ricordi che faranno parte di te tutta la vita. E qui è stata la ricchezza umana del gruppo, tredici persone a condividere per una settimana l'intimità di ogni attimo della giornata. Ognuno con la sua storia, i suoi sogni e le sue  ferite. Sospesi per un lungo istante nella sola realtà del viaggio che ci unisce e ci pervade tutti, facendo sbiadire la quotidianità lasciata a casa. Uniti da un sogno, da una passione, da una continua scoperta. Il gruppo ti mette in gioco, ti insegna a superare piccoli egoismi, a vedere idee e prospettive differenti. Ti fa uscire da te stesso e ti ricorda che fuori di te il mondo è grande e ricco, non finisce nei tuoi orizzonti quotidiani. Grande, ricco e colorato come la folla che riempie piazza San Pietro al nostro arrivo e la matttina dopo, stretta intorno a papa Francesco a portare sogni, gioia, dolore, fede, non sempre e non solo quella "canonica" e codificata.
Il pericolo, tornando alla vita di tutti i giorni, è di accantonare il ricordo e lasciarsi riassorbire completamente dalle gabbie che ci siamo costruiti. Ma se invece riusciamo a conservarlo vigile dentro di noi, e a fermarci ogni tanto a ripensare ai momenti e alle emozioni passate, forse possiamo vivere un po' meglio. Essere un po' più consapevoli, un po' più vivi.



martedì 16 giugno 2015

In bici da papa Francesco

Come molti dei nostri amici già sanno,  stiamo per partire per una nuova avventura, più breve delle nostre ultime ma non per questo meno intensa.
Insieme ad altri 10 amici ciclisti della nostra città pedaleremo una settimana lungo la via Francigena per raggiungere Roma e piazza San Pietro, dove il 24 giugno saremo presenti all'udienza del papa e gli porteremo il saluto della terra di origine della sua famiglia.
Si parte mercoledì 17 alle 9 da piazza Bergoglio a Portacomaro Stazione, la piazza che porta il nome del papa. Saranno presenti le autorità locali e molti amici che ci saluteranno o ci accompagneranno per un tratto di strada. Faremo tappa a Piacenza, Pontremoli, Lucca, San Gimignano, San Quirico d'Orcia e Viterbo. Potrete seguire ogni giorno il nostro viaggio su 


lunedì 18 maggio 2015

Il nostro Giro

Tutti coloro che amano il ciclismo sanno quale emozione sia vivere il Giro nei posti a cui si è legati. Non solo vederlo, ma viverlo e respirarlo nei preparativi dei giorni precedenti, nella festa di suoni e colori che cresce a poco a poco, nell'entusiasmo che leggi negli occhi della gente. E provi anche un accenno di pena per i pochi - per fortuna - automobilisti vittime di se stessi che sprecano la vita a lamentarsi per una strada chiusa e non alzano nemmeno gli occhi per godere di attimi che potrebbero essere irripetibili.

Venerdì 8 maggio
A San Lorenzo fervono i preparativi. Il minuscolo paese diventa per una manciata di giorni il centro del mondo. La pista ciclabile della Riviera dei Fiori sta per entrare nelle case di tutti. È come sempre affollatissima di gente di ogni età e di ogni tipo. Ogni tanto, in lontananza, inizi a vedere una macchia colorata che si muove a grande velocità. Rosa e blu come la Lampre. Nera e azzurra come la Sky. Celeste come l'Astana. Blu come la Movistar. Alzi gli occhi e per un istante ti rendi conto che stai pedalando a mezzo metro da Fabio Aru. O da Tom Boonen. O da chiunque stia passando in quel momento.  Lasciamo al calcio i suoi divi ricchi, viziati e intoccabili. Qui puoi addirittura provare a metterti alla loro ruota e seguirli. Ammesso e non concesso che le gambe te lo permettano per più di 200 metri.
Per tutta la mattinata incontriamo le squadre che provano il percorso, accanto a famiglie, anziani, bambini, turisti stranieri attratti da uno dei percorsi ciclabili più belli d'Europa e abitanti del posto che lo usano quotidianamente per i loro spostamenti. Sì, perché potrà sembrare incredibile a chi ha fatto dell'auto la sua vita e la sua prigione: ma le piste ciclabile portano gente, lavoro, soldi e buon umore.
Arma di Taggia e Sanremo sono feste di rosa. Fiocchi, fiori, palloncini. Anche l'acqua delle fontane. Dappertutto gente in festa che parla tutte le lingue del mondo. Fotografi e operatori televisivi di tutto il mondo stanno per regalare la giusta fama a questo angolo di paradiso.















Sabato 9 maggio
Intorno al porto di San Lorenzo sono pronti i quartier generali delle squadre. Tra poco usciranno tutti per scaldarsi sui rulli in attesa della partenza, in mezzo alla gente che tifa, incita, fotografa, chiede autografi. Il vicecampione del mondo Erik Zabel esce tenendo al guinzaglio il suo cagnolino. Contador fa capolino, acclamato dalla folla. Fabio Aru e Diego Rosa sorridono e pedalano concentrati, in silenzio, a fianco dei loro compagni, una fila azzurra di rulli davanti al mare.
Sopra, in paese, la via Aurelia è trasformata in un mercato pieno di luci, suoni e colori. Fiori e biciclette rosa ornano aiuole e facciate. Com'è lontano il caos di automobili e camion che ogni giorno deturpa una delle strade più belle e panoramiche del nostro paese. Oggi è tutta nostra, i 20 chilometri tra San Lorenzo e Sanremo sono il regno di ciclisti e pedoni in cerca di un punto da cui osservare i gruppi che sfrecciano sulla pista ciclabile, preceduti dalle ammiraglie.
Nel parcheggio all'inizio del percorso, davanti al palco della partenza, la folla è inimmaginabile. Si sentono i nomi dei partenti, tutti i big mondiali stanno sfilando davanti a noi. Parte l'ultima squadra, tra poco sarà finita. Ci si vede domani ad Albenga.


















Domenica 10 maggio
Siamo di nuovo tanti a pedalare verso Albenga. Qui la folla al palco della partenza è ancora più di ieri. Anche qui il rosa riempie gli occhi.
È quasi impossibile muoversi. Anche a piedi. Si può giusto rimanere nelle vicinanze per respirare ancora un po' la solennità di questi momenti capaci di cambiare completamente il volto a posti conosciuti da sempre - quasi di ampliarne la prospettiva in una luce nuova.
Torniamo verso Alassio e iniziamo la lunga e panoramica salita verso Testico. Anche qui in buona compagnia. Alla cima c'è un paese in festa. Biciclette dappertutto. Anziani che forse ricordano i tempi eroici di Coppi e Bartali e li raccontano ai nipoti. Cicloamatori di ogni età e livello. Tutti appostati lungo i tornanti alla ricerca del punto migliore. E poi in un attimo è tutto passato. Una nuvola di colori. I fuggitivi. Il gruppo. Le ammiraglie cariche a sfidare i confini della fisica. L'auto di fine corsa. 
Domani, su queste strade calerà di nuovo il silenzio. Rimarranno per qualche tempo resti di fiocchi rosa portati in giro dal vento. E il ricordo di attimi indimenticabili nel cuore di chi c'era.