Questa mattina partiamo sotto la pioggia - fortunatamente un temporale di passaggio. Il cielo rimane nuvoloso, ogni tanto qualche goccia, e fa persino piacere durante la prima salita della giornata, lunga ma pedalabile, in mezzo alle rocce e a una vegetazione in bilico tra ambiente montano e macchia mediterranea. Il colle della Palmarella ci regala alcuni scorci meravigliosi, peccato per il tempo nuvoloso che smorza le luci. Di nuovo a strapiombo sul mare, tra formazioni di roccia rossa che danno un primo assaggio di quello che verrà tra poco. Giù in discesa, ed ecco che dall'alto si apre la vista su Porto e la sua torre che si protende nella baia.
Una breve sosta e si riparte, la salita è di nuovo lunga e piuttosto dura, ma il premio che ci aspetta in cima vale ogni sforzo. Davanti a noi si aprono le calanche di Piana, una zona di incredibili formazioni di roccia rossa che disegnano una varietà incredibile di forme dalla montagna al mare, riempiono gli occhi e il cuore in un modo che non puoi descrivere a parole. Bisogna esserci, immergersi lentamente nelle forme e nei colori, gustare ogni angolo senza la fretta dei turisti mordi e fuggi che purtroppo deturpano il paesaggio con camper e automobili.
Non riusciamo ad andarcene, vorremmo fermare l'attimo, ancora un istante perché ogni centimetro ci rimanga nel cuore. Ma prima o poi bisogna continuare... e allora giù per una discesa lunga e bellissima, dove le gambe si distendono e la mente si libera, ancora una volta salutati da un gregge di capre inerpicate a bordo strada. E poi ancora una serie di saliscendi più morbidi, lungo una costa tempestata di calette meravigliose, fino a Sagone, dove di nuovo concludiamo la giornata con un bagno in questo mare dai colori magnifici, non ancora preso d'assalto dal turismo di piena estate.
lunedì 11 giugno 2018
Le calanche di Piana
domenica 10 giugno 2018
Verso la costa occidentale
Lasciamo Saint Florent e subito si abbandona la costa per salire verso il desert des Agriates, tra speroni di roccia rossa e una macchia mediterranea che si esprime in infinite totalità di verde inframmezzate da fiori dai più svariati profumi e colori. Sorprendente su un'isola dove piove in media solo 50 giorni all'anno. Alcune capre ci salutano, inerpicate sulle rocce come solo a loro può riuscire. Si riscende verso il mare, costeggiandolo per un po' fino alla meravigliosa Île Rousse e poi verso Calvi con i suoi bastioni e il porticciolo incastonato tra le montagne. E finalmente possiamo abbandonare la strada principale per entrare nella pura meraviglia della costa occidentale, pedalando a strapiombo sul mare, in bilico tra il rosso delle rocce, il verde della macchia e le mille tonalità del mare. La strada scavata nella roccia si snoda in infinite curve e rientranze, piccola e discreta, assecondando il paesaggio senza mai deturparlo. Difficile descrivere lo spettacolo costante che fa dimenticare il caldo e la fatica - i dislivelli non perdonano, anche oggi non c'è un metro di pianura. L'arrivo a Galeria ci premia con un bagno rigenerante.
sabato 9 giugno 2018
Il dito
È passata da poco l'alba quando lasciamo la cabina e ci precipitiamo sul ponte mentre scendiamo verso Bastia, la Corsica da un lato, l'isola d'Elba e Montecristo dall'altro. Tra poco si pedala! Finalmente usciamo pedalando dalla pancia della nave, tra motociclisti tedeschi e camper di ogni provenienza. Siamo subito fuori Bastia e ci dirigiamo a nord verso capo Corso lungo il "dito", questa eccezionale lingua di terra e montagne circondata dal mare. Difficile descrivere un paesaggio che a ogni curva ti regala un'emozione diversa, piccoli villaggi arroccati su un mare che cambia continuamente dal blu intenso al verde smeraldo. A Macinaggio la strada lascia la costa per inerpicarsi verso l'interno fino su un colle dal quale si domina la punta di capo Corso con l'isola della Giraglia. Una discesa spettacolare ci riporta verso il mare; la costa occidentale è molto più mossa e con dislivelli più impegnativi, la strada è a tratti letteralmente scavata nella roccia, i colori e i profumi sono difficilmente raccontabili a parole Incastonati sulle rocce spuntano paesini e torri di avvistamento, indimenticabile quella di Nonza, su uno spuntone di roccia sospeso tra cielo e mare. Ancora discese e salite prima di arrivare a Saint Florent, dove si conclude la prima tappa del nostro viaggio.
venerdì 8 giugno 2018
In sella
È passato un altro inverno di silenzio, ma ora è il momento di tornare dai nostri lettori per condividere i prossimi progetti. Tema di quest’anno saranno le isole, diversi paesaggi a diverse latitudini. Il primo appuntamento, ormai imminente, è con la Corsica. Salperemo questa sera alla volta di Bastia, da dove inizierà il nostro giro, prima verso Capo Corso, poi verso sud lungo la costa occidentale e di ritorno attraverso il selvaggio entroterra. Otto giorni attraverso “la montagne dans la mer” - la montagna nel mare, con dislivelli che si preannunciano piuttosto impegnativi e ci suggeriscono di ridurre al minimo il bagaglio per non mettere troppo a dura prova le gambe e godere a pieno dei paesaggi meravigliosi di cui siamo ansiosi di riempirci gli occhi. Questa volta non saremo viaggiatori solitari, ma avremo la gioia di condividere l’avventura con Federica e Luigi, due tra i tanti amici che come noi amano il lento viaggiare e le emozioni che solo la bicicletta sa regalare.
venerdì 18 agosto 2017
14° tappa AT Amsterdam da Utrecht a Amsterdam
Qualche cifra alla fine del viaggio:
km totali: 1422,5
Dislivello totale: ca. 9800 m
Soddisfazione: tanta.
giovedì 17 agosto 2017
13° tappa AT Amsterdam da Anversa a Utrecht
Il bel tempo di ieri purtroppo ci ha abbandonati e oggi la giornata si annuncia piovosa. Per fortuna il percorso è pianeggiante e il vento a favore, quindi si procede relativamente veloci. Oltrepassato il confine, in Olanda le strade hanno da subito quasi più spazio per le bici che per le auto. Ci sono enormi svincoli intorno alle autostrade, ma tutto sempre su corsie dedicate, senza mai condividere la strada con le auto. E agli incroci, la ciclabile ha quasi sempre la precedenza.
A volte, specialmente sugli enormi ponti che attraversano fiumi e canali, passa proprio accanto all'autostrada.
Attraversando la campagna olandese, ogni tanto ti sorprende il caratteristico paesaggio da cartolina, tra canali, mulini a vento e giardini pieni di fiori. Ma anche i campi sterminati dell'agricoltura industriale, i cui prodotti arrivano anche nei nostri supermercati.
Avvicinandosi a Utrecht, la rete di canali si fa più fitta e il numero di biciclette è indescrivibile. Come lo è nel centro della città, dove il traffico di autoveicoli privati è inesistente. La gente vive, lavora e si sposta in bicicletta. Enormi parcheggi a più piani, parcheggi coperti, tutto per le biciclette, e biciclette legate ovunque lungo il canale che attraversa la città. Inevitabile un po' di tristezza pensando alle occasioni perdute del nostro paese.
Bellissima la città di Utrecht, con la suggestiva torre della cattedrale e le vecchie case sul canale.
