Partenza da una città ancora addormentata, verso nord e la costa. Dopo pochi chilometri passiamo davanti alla tomba del poeta W.B. Yeats, uno dei numerosi Nobel irlandesi. Poco dopo, eccoci di nuovo sull'oceano che ci investe con il suo profumo. Dopo aver attraversato una serie di villaggi sul mare, deviamo verso l'interno della contea di Donegal, con il suo paesaggio nuovamente verdissimo e montuoso, costellato di fattorie e animali al pascolo. La strada sale in mezzo alle montagne tanto che ti sembra di essere su un passo alpino - ma siamo a 100 metri scarsi sul livello del mare.
Lasciando fortunatamente la strada principale per strade più tranquille, tra colline e boschi ci avviciniamo a Derry, cambiando stato senza neanche accorgercene. L'ingresso in città è su una lunga pista ciclabile lungo il fiume, in mezzo al bosco, finché si arriva in vista del sorprendente ponte a due piani, unico in Europa.
Una ripida rampa porta alla città vecchia, chiusa da una delle cinte di mura più belle e intatte d'Europa. Mura che ricordano il passato più antico della città, segnato di sangue come quello più recente, di cui rimangono le testimonianze sui muri del quartiere di Bogside.
domenica 12 agosto 2018
Da Sligo a Derry
sabato 11 agosto 2018
Verso Sligo
Oggi giornata di trasferimento per andare verso nord-est e recuperare ancora un po' del tempo perduto all'inizio del viaggio. Prima parte poco piacevole, nel traffico della statale, poi per fortuna si devia verso strade più tranquille. Peccato abbandonare la meravigliosa strada costiera... ma anche la giornata di oggi ci regala qualche gioiello, come i resti dell'abbazia di Straide, una delle tante che costellano le campagne irlandesi, e poi stradine sperse in mezzo a foreste, che si alternano a pascoli abitati da animali di ogni tipo.
Arrivo a Sligo, che ci attende con la sua bellissima abbazia e il centro pieno di vita. Una pioggerella irlandese accompagna la serata.
venerdì 10 agosto 2018
Mare, montagne e laghi
Continua il nostro viaggio nel Connemara sulla Wild Atlantic Way, passando da piccoli fiordi fino all'abbazia di Kylemore, un classico dell'iconografia irlandese incastonato tra un lago e le colline. Si continua su una strada molto nervosa, ricca di saliscendi, girando intorno a un bellissimo e profondissimo fiordo dove il mare incontra la montagna e i pascoli si affacciano sugli allevamenti di ostriche. Lasciando il fiordo e seguendo la valle di un fiume entriamo in un paesaggio quasi di alta montagna - anche se alla fine di quello che sembra un colle in miniatura, con tanto di monumento in cima, in ricordo dei morti della grande carestia, siamo a meno di 100 m sul livello del mare.
Le gambe sono un po' affaticate dai saliscendi e dal vento, ma lo spirito è rinfrancato dalla singolarità di questo paesaggio dove l'oceano e le montagne formano un unico quadro, e a volte hai il dubbio se l'acqua sia di un lago o di un'insenatura marina. E dove mucche e pecore sono protagoniste costanti.
Dalla terrazza del ristorante di Westport, qursta sera, abbiamo da un lato il monte Croagh Patrick, dall'altro il porticciolo di pescatori, al fondo del quale si nasconde un boschetto leggermente inquietante, come un luogo di misteriosi riti magici.
giovedì 9 agosto 2018
Il Connemara
Usciti da Galway, per i primi 30 chilometri soffriamo per il traffico intenso, ma per fortuna dopo un po' inizia a diminuire e possiamo finalmente alzare gli occhi per immergerci nel paesaggio che si fa sempre più interessante. Un cartello ci dà il benvenuto nel Connemara, nel cuore del Gaeltacht, dove ancora il gaelico è lingua comune e l'inglese solo un dovere. La strada segue il disegno frastagliato della costa, si avvicina al mare, che in queste insenature crea delle piccole baie segnate dalle maree, e se ne allontana per immergersi nell'entroterra selvaggio, dove l'occhio si perde in tutte le direzioni. Pascoli, brughiera, alberi bassi e piegati dal vento, e più in là montagne. Ogni tanto qualche laghetto, e dappertutto i terreni disegnati dai caratteristici muretti a secco. Mucche, asini e pecore pascolano in libertà fino alla riva del mare - attraversando anche indisturbati la strada, mentre gli automobilisti aspettano pazienti. Anche oggi i profumi del mare e dei fiori riempiono l'aria e i sensi.