Prima di ogni viaggio c'è il caos, quel momento in cui sai che abbandonerai le comodità di avere tutto a portata di mano di essere sempre a posto, asciutto, ordinato ecc... invece il bello sta proprio nel decidere che cosa è importante: se un paio di calze o di mutande in più, o se avere 3 antipioggia o un pile in più... Questa insicurezza momentanea ti porta già in viaggio, a sentire il sapore del distacco dalla solita vita. E a renderti anche conto di quante cose inutili ci circondano nella vita di ogni giorno.
sabato 19 luglio 2014
martedì 8 luglio 2014
Iceland 2014
Ormai ci siamo: mancano 15 giorni alla partenza del nostro viaggio in Islanda, ma prima di iniziare a raccontare quello che sarà vogliamo ringraziare i nostri sponsor che ci hanno aiutati a costruire questo viaggio.
Ringraziamo quindi Daniele Eratostene di Speedy Bike Garage, il nostro "spacciatore" di materiale ciclistico: senza di lui non saremmo riusciti ad avere altri sponsor. Ringraziamo il Comune di Rocchetta Tanaro per l'uso di due Mountain Bike che ci accompagneranno, Scott per i caschi e le scarpe e A.P.G s.r.l. per l'ottimo abbigliamento tecnico.
A breve aggiornamenti, seguiteci!
martedì 27 maggio 2014
Primo Maggio a Gerusalemme
Oggi, per una volta, il nostro post non è dedicato alla bici. Ma sempre al viaggio, questa volta un viaggio un po’ inedito per noi, abituati a muoverci in autonomia e quasi solo su due ruote, ma altrettanto intenso e ricco di emozioni. Emozioni nate non solo dai luoghi visitati, ma anche e soprattutto dall’incontro con amici eccezionali.
Il nostro Andrea è una calamita, da sempre. Da quando, da giovani, eravamo almeno una ventina di persone attorno a lui, che senza di lui non si sarebbero mai incontrate. Poi, negli anni, ogni volta che tornava a casa, o che ci ha radunati attorno a lui a Bruxelles. Ma questa volta ha superato se stesso, riuscendo a portarci fino a Gerusalemme. Fino a uno dei luoghi più mistici della terra. Non importa se uno crede o a che cosa crede per essere investiti dall’energia accumulata in questi luoghi nel corso dei millenni. Per sentirsi al centro del mondo e alle radici della storia.
Andate alla sezione viaggi per leggere il racconto completo e vedere le foto.
martedì 25 marzo 2014
La nostra Milano-Sanremo
Sanremo, ore 11 circa - Il lungomare Italo Calvino è già una festa di suoni e colori. Pedaliamo in mezzo alle transenne degli ultimi 200-300 metri che separano dall’arco dell’arrivo, quelli dove tra qualche ora, dopo 300 km di strada e fatica, si giocherà tutto per una manciata di secondi. A essere lì in quel momento ti senti parte della storia. Passeggi tra gli enormi furgoni delle squadre con i meccanici e le officine mobili, le bancarelle, le postazioni televisive. Anche gli elicotteri, tre, sono già pronti a partire. Poco più in là, la nuova galleria-museo racconta i 107 anni della corsa più antica d’Italia.
Salita di Cipressa, primo pomeriggio - Il cielo si sta rapidamente annuvolando mentre pedaliamo verso la cima. Attorno a noi, ciclisti di tutti i colori e di tutte le lingue - soprattutto svizzeri, fiamminghi, americani. Su questo stesso asfalto, tra poco, passeranno le ruote dei campioni.
Si scatena un furioso temporale. Ora siamo tutti stipati nel bar del paese, gli occhi incollati allo schermo che mostra le immagini in diretta della corsa. Fuori, vento, pioggia e grandine.
Ma non importa. Loro nel vento, nella pioggia e nella grandine stanno correndo da ore. Tra poco arrivano, e noi risaliamo sulle bici grondanti per andare ad aspettarli sulla salita. Un’ammiraglia dell’Astana si ferma accanto a noi, gli uomini parlano con noi e ci mostrano il loro schermo su cui scorrono le immagini in tempo reale. Una coppia sventola una bandiera del Lussemburgo.
Impazzano le notizie da diverse fonti: capo Mele - capo Berta - Imperia... i due fuggitivi iniziano la salita ... Ecco le moto della polizia, poi la macchina di inizio corsa, infine, nel tornante sotto di noi, l’elicottero... Radio corsa annuncia che Nibali sta cercando di prendere i due fuggitivi... eccoli, accolti dalle grida della gente ai bordi della strada. E poi, ecco avvicinarsi la maglia azzurra dell’Astana... è lui, Nibali, da solo, lanciato verso la prima posizione, con la sofferenza di questo sport appassionante e inclemente dipinta sul volto, vicino a noi, uno di noi e non un divo intoccabile costruito dal denaro e dai media. Poco dopo, ecco il gruppo, una scia multicolore seguita dalla fila delle ammiraglie.
E dopo, uno o due per volta, ecco sfilare gli ultimi, quelli che la televisione non mostra mai, quelli che non corrono per vincere ma per partecipare, eroi silenziosi e anonimi, quelli che rendono il ciclismo ancora più umano e vicino a tutti noi. Che provano la sofferenza e la fatica estrema e non perdono mai la forza della passione. Perché se il ciclismo fosse facile si chiamerebbe calcio, riporta una nota dell’Astana accanto a una foto del suo capitano.venerdì 7 marzo 2014
L'attimo
Voglia di andare, di rubare al tempo l’attimo che fugge via, più veloce dei
sogni, ballando con la pioggia in una miriade di gocce colorate che formano
disegni intorno a noi e su di noi, cercando l’orizzonte nell’infinito che
trascolora, scrutati da un cigno luminoso che accarezza l’acqua incorniciato del
verde brillante, tutto in un istante veloce che svanirà poco dopo asciugato dal
sole.
venerdì 14 febbraio 2014
Grazie Pirata
Oggi, 10 anni fa, moriva il campione dei miei tempi,
Marco Pantani. Grazie a lui oggi posso pubblicare questa foto, perché questa
foto?? Perché c’è tutto: c’è Emilia, compagna di vita, di viaggi in bici e di
uscite in bici. Il ciclismo è fondamentale ed è cresciuto dentro me grazie a
Marco, ci sono le montagne dove si è consacrato il campione osannato dalle folle
e dove sono state scolpite le più belle emozioni, e poi c’è la strada,
serpentone di asfalto sempre in salita come la vita, ma che vita sarebbe se
fosse in discesa?
Grazie Pirata.
venerdì 24 gennaio 2014
Il movimento
Questa foto è una ribellione
alla sicurezza dell’immobilità.
C’è il movimento instancabile
dell’essere umano nato per muoversi ovunque, aiutato dall’energia che solo il
mare sa dare: questo eterno movimento antico come il mondo e puro come l’acqua,
mosso dal vento che accarezza i capelli e gonfia le vele, come la corsa di una
palla spinta verso il sogno di segnare un goal senza né colori né squadra,
riesce a far muovere tutti.
L’energia del movimento,
intrinseca dentro di ognuno di noi, è fonte inesauribile di crescita. Che sia
movimento di gambe o di cervello di braccia o di occhi, se a correre sono i
pensieri oppure le gambe in bici faticando in salita verso l’arrivo che non
c’è, l’importante è muoversi stare in equilibrio su questa terra che ferma non
è.
sabato 4 gennaio 2014
Ecco quello che succede a fare le piste ciclabili
Succede che la gente va in bici e scopre quanto è bello.
Nei due sensi di marcia, è una folla colorata di famiglie, bambini, giovani e anziani. Vecchie signore con la borsa della spesa e biciclette raccattate da qualche cantina. Anziani su vecchie Grazielle, tacco sul pedale, ginocchio in fuori, cassetta con canne da pesca. Bikers superequipaggiati che si spostano in cerca di sentieri e giovani signore in minigonna e stivali che passeggiano con le amiche pedalando su biciclette appena affittate. Squadre di stradisti in allenamento e ragazzini entusiasti e ondeggianti. Famiglie di ogni tipo, età e nazionalità, con biciclette prese a nolo da hotel e agriturismi o dai numerosi negozi e chioschi nati lungo la strada. Coppie di anziani tedeschi dal piglio sportivo, bambini piccolissimi ancora con le rotelle, persone che usano la bici ogni giorno e altre che si stanno avvicinando proprio ora, grazie alla possibilità che viene loro offerta. Una caratteristica li accomuna tutti: il sorriso. Quello della libertà, dell'aria aperta, del pedalare - non importa se lento o veloce, della scoperta di un modo di muoversi più vicino a ritmi naturali. In una mattina d'inverno o in un'assolata giornata estiva, cambiano i vestiti ma non lo spirito. Il rumore delle auto che passano sulla strada poco lontano è spesso coperto da quello del mare.
Succede in Liguria, sulla pista ciclabile ricavata dalla vecchia ferrovia dismessa tra San Lorenzo al mare e San Remo (in primavera arriverà fino a Ospedaletti, sono in corso i lavori). Chi non ci crede, tocchi con mano. Chi ha ancora degli inutili dubbi su opere di questo genere, vada a vedere. Troverà gente felice di avere, finalmente, un'occasione di pedalare senza rischiare la vita. E troverà anche segni di un rifiorire di economie locali: punti di noleggio e riparazione, bar e piccoli ristoranti affacciati direttamente sul mare, dove nelle belle giornate, anche in inverno, si registra il tutto esaurito.
Nei due sensi di marcia, è una folla colorata di famiglie, bambini, giovani e anziani. Vecchie signore con la borsa della spesa e biciclette raccattate da qualche cantina. Anziani su vecchie Grazielle, tacco sul pedale, ginocchio in fuori, cassetta con canne da pesca. Bikers superequipaggiati che si spostano in cerca di sentieri e giovani signore in minigonna e stivali che passeggiano con le amiche pedalando su biciclette appena affittate. Squadre di stradisti in allenamento e ragazzini entusiasti e ondeggianti. Famiglie di ogni tipo, età e nazionalità, con biciclette prese a nolo da hotel e agriturismi o dai numerosi negozi e chioschi nati lungo la strada. Coppie di anziani tedeschi dal piglio sportivo, bambini piccolissimi ancora con le rotelle, persone che usano la bici ogni giorno e altre che si stanno avvicinando proprio ora, grazie alla possibilità che viene loro offerta. Una caratteristica li accomuna tutti: il sorriso. Quello della libertà, dell'aria aperta, del pedalare - non importa se lento o veloce, della scoperta di un modo di muoversi più vicino a ritmi naturali. In una mattina d'inverno o in un'assolata giornata estiva, cambiano i vestiti ma non lo spirito. Il rumore delle auto che passano sulla strada poco lontano è spesso coperto da quello del mare.
Succede in Liguria, sulla pista ciclabile ricavata dalla vecchia ferrovia dismessa tra San Lorenzo al mare e San Remo (in primavera arriverà fino a Ospedaletti, sono in corso i lavori). Chi non ci crede, tocchi con mano. Chi ha ancora degli inutili dubbi su opere di questo genere, vada a vedere. Troverà gente felice di avere, finalmente, un'occasione di pedalare senza rischiare la vita. E troverà anche segni di un rifiorire di economie locali: punti di noleggio e riparazione, bar e piccoli ristoranti affacciati direttamente sul mare, dove nelle belle giornate, anche in inverno, si registra il tutto esaurito.
lunedì 23 dicembre 2013
Tanti auguri :-)
Vi auguriamo buone feste con una frase di Eddy Merckx
"Quando la strada sale non ti puoi nascondere"
Tanti Auguri di un Felice Natale.
martedì 12 novembre 2013
Tra i ricordi dell'ultimo viaggio e i progetti per il prossimo
Siamo ormai tornati da tre mesi dal nostro viaggio tra Reno e Mosella, di nuovo travolti dalla vita quotidiana. Ma, come dopo ogni viaggio, rimangono i ricordi che affiorano poco per volta, rimane la voglia di raccontare le emozioni, e soprattutto la voglia di nuovi progetti. Ne abbiamo tanti, decideremo nei prossimi mesi.
Intanto ringraziamo la redazione di "Cycle!" che, ospitandoci sul suo bellissimo sito, ci permette di condividere il racconto e le foto della nostra avventura, umana prima che sportiva: "L'uomo prima della bicicletta" come recita il motto della rivista, nel quale ci riconosciamo pienamente.
Iscriviti a:
Post (Atom)





















